_

IL PRATO NERO - blog di franc'O'brain



novembre 16 2009

Acciuffato "The Night Stalker"

Stuprò vecchiette che avevano dai 68 ai 93 anni...

Dopo Jack lo Squartatore, rimarrà sicuramente nella storia come il più efferato criminale londinese. "The Night Stalker" - il Cacciatore della Notte - è stato finalmente smascherato da Scotland Yard: era un 52enne di origine caraibica sposato con una donna disabile.

Era ricercato fin dagli Anni Novanta. Il suo raggio d'azione: l'intera zona sud-orientale di Londra. Entrava nelle case a notte fonda, indossando una tenuta nera e un passamontagna, e svegliava le sue vittime puntando sulla loro faccia il raggio della torcia, quindi le violentava. In tutto: 108 vecchiette (queste almeno le cifre ufficiali).

Il Cacciatore della Notte (dalla stampa chiamato "Night Stalker", dagli inquirenti "Minstead Rapist") però non ha aggredito soltanto donne, ma anche una decina di uomini anziani, almeno uno dei quali è stato oggetto di violenze sessuali. A volte si limitava a malmenare le sue vittime e a sottrarre il denaro e gli oggetti preziosi che trovava nelle abitazioni.

L'ultima impresa del ladro/stupratore seriale pare risalga allo scorso luglio.

Il gerontofilo aveva una regolare occupazione e agli occhi di chi lo conosce conduceva una vita irreprensibile. Per la sua cattura sono state decisive le tracce di DNA che ha seminato in giro (non usava il preservativo).

 

postato da francobrain | 02:54 |commenti


novembre 14 2009

Rugby: 80.000 a San Siro per Italia-Nuova Zelanda

E' iniziata da 1 minuto. Segui la diretta scritta su Eurosport ! 

Ecco come si schiera la NUOVA ZELANDA:

15 Cory Jane, 14 Ben Smith, 13 Tamati Ellison, 12 Luke McAlister, 11 Sitiveni Sivivatu, 10 Mike Delany, 9 Andy Ellis, 8 Rodney So'oialo, 7 Tanerau Latimer, 6 Liam Messam, 5 Anthony Boric, 4 Tom Donnelly, 3 Neemia Tialata, 2 Corey Flynn, 1 Wyatt Crockett. PANCHINA: 16 Andrew Hore, 17 John Afoa, 18 Jason Eaton, 19 Richie McCaw, 20 Jimmy Cowan, 21 Stephen Donald, 22 Mils Muliaina.

Questo invece il XV dell'ITALIA:

15 Luke McLean, 14 Kaine Robertson, 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Mirco Bergamasco, 10 Craig Gower, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse, 7 Mauro Bergamasco, 6 Alessandro Zanni, 5 Quintin Geldenhuys, 4 Carlo Antonio Del Fava, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Salvatore Perugini.Panchina: 16 Fabio Ongaro, 17 Ignacio Rouyet, 18 Antonio Pavanello, 19 Simone Favaro, 20 Simon Picone, 21 Kristopher Burton, 22 Alberto Sgarbi

Un boato accompagna la lettura della formazione azzurra...

postato da francobrain | 15:03 |commenti


novembre 9 2009

9 novembre... e a festeggiare sono solo gli italiani

Capisco che la Caduta del Muro venga vista in Italia con grande entusiasmo, anche dopo 20 anni... i media nostrani ci tengono che la gente viva in una sorta di nebbia permanente, una nebbia che fa travisare la realtà...

Anche in questa ventesima ricorrenza, TV e stampa del Belpaese decantano l'avvenimento usando frasi fatte quali "Il 9/11/1989 fu il giorno in cui finì per davvero la Seconda Guerra Mondiale", "Il giorno in cui nacque definitivamente l'Europa moderna", "Il giorno in cui tanti popoli - non solo quello tedesco - si liberarono delle catene"... Strano però che nessuno di questi giornalisti vada a informarsi in loco, parlando personalmente con gli autoctoni e pubblicando poi il resoconto fedele delle interviste: in tal modo, gli italiani apprenderebbero che quasi tutti gli ex cittadini della DDR (chiamati con disprezzo "Ossis", da "Ost" che significa Est) oggi affermano a gran voce: "Stavamo meglio prima, sotto il presunto regime. Chi voleva studiare poteva studiare; ti davano il lavoro, non dovevi cercartelo tu; non c'erano lo stress e le paure di oggi...". E, in quanto ai "Wessis" (quelli dello pseudodorato "West", cioè Ovest), loro già agli inizi degli Anni Novanta andavano dicendo: "Ricostruite il Muro, ricostruitelo più alto di prima". Potete immaginarvi dunque quello che dicono adesso che, per colpa della fatidica "libertà globale", per colpa del crollo di quel sistema opposto con cui il capitalismo doveva confrontarsi, hanno perso la maggior parte dei loro diritti, non hanno più un lavoro oppure devono faticare per 1000 euro o poco più in concorrenza con manodopera tedesco-orientale, kazaka, rumena e chi più ne ha più ne metta.

E perché, inoltre, questi nostri giornalisti tacciono sul fatto che la Caduta del Muro è la causa principale di numerose mini-shoah quotidiane? In Germania, infatti, ogni giorno perdono la vita o vengono comunque mandate all'ospedale decine e decine di stranieri e di altri "diversi"... Quest'odio inveterato per chi ha un aspetto alieno o semplicemente la pensa diversamente dai "normopati" è un fenomeno che si è diffuso a partire proprio da quel 9/11/1989.

Smettetela dunque con le celebrazioni. A Berlino e nei vari Bundesländer, a parte quella gnoma della Merkel e i suoi amici che sono a capo delle multinazionali, non ha voglia di festeggiare proprio nessuno. L'Unità tedesca è stata una vittoria per pochi (quelli che nuotavano già nell'oro) e una sconfitta, amara e umiliante, per il grosso della popolazione - sia Ossis che Wessis.

  

postato da francobrain | 21:54 |commenti


novembre 8 2009

Miss England 2009: uno strano pasticciaccio

Ormai il mondo anglosassone si gongola negli scandali causati dalle varie stelle e stellette dello spettacolo, tantoché persino una competizione relativamente austera come Miss England è attanagliata dalle grinfie del gossip. In questo 2009 si era già laureata reginetta di bellezza d'Inghilterra la 24enne starlette, nonché brava atleta (vuole partecipare come epatleta alle Olimpiadi del 2012), Rachel Christie.

La nipote del celebre corridore Linford Christie è - anzi: sarebbe stata - la prima Miss England di colore. Senonché, una sua violenta lite con un'altra miss, Sara Beverley Jones (Miss Manchester 2009), avvenuta in un locale notturno della città mancuniana, le ha fatto perdere il prestigioso titolo. Oggetto della lite: un 22enne "gladiatore" chiamato "Tornado" (partecipante a una trasmissione che va in onda su Sky One), ex fidanzato della Jones e che da recente se la spassava con la "miss nera". Tra le due incoronate sono volate non solo parole pesanti, ma anche pugni e schiaffi.

Risultato: alla "miss" campionessa di atletica leggera è stata tolta la corona, che, con gran gongolamento di razzisti e "patriots",  è passata alla seconda classificata, ovvero la 21enne Katrina Hodge. La Hodge è il polo opposto della Christie: non solo è di razza bianca, ma serve anche l'esercito di Sua Maestà...

  

Soprannominata "Combat Barbie" dopo essere stata decorata per il coraggio che ha dimostrato in Irak, Katrina Hodge ha ottenuto un congedo dal Royal Anglian Regiment e sarà lei adesso a rappresentare l'Inghilterra nelle finali di Miss World che si terranno a Johannesburg il prossimo 12 dicembre.

A proposito di permessi: la British Army e la Royal Marine sono generose quando uno dei militari è chiamato a partecipare a uno show televisivo. Difatti, anche "Tornado"(al secolo: David McIntosh), che su Sky One è tra le star indiscusse del programma Gladiators, ufficialmente sta "servendo la patria". Prima di avventurarsi nelle arene TV, il baldo giovane ha infatti indossato l'uniforme di marine in zone scottanti come l'Afghanistan, la Somalia, l'Irlanda del Nord e i Paesi del Golfo.

 Un tempo, in Inghilterra imperversava il messaggio "Make Love Not War". Qualcosa o qualcuno (lo spirito del tempo?) ha mutato radicalmente quel Paese e la sua gente...

postato da francobrain | 14:18 |commenti (1)


ottobre 26 2009

Meteorite cade sulla Lettonia

meteoriteriga_512

Questa notte un meteorite si è schiantato al suolo. E' accaduto nei pressi della cittadina lettone di Mazsalaca (regione di Valmiera), vicino al confine con l'Estonia e a 170 km da Riga. Un rappresentante della spedizione lettone di geologi ha detto che al suo arrivo il cratere emanava ancora fumo.

Ad avvisare i vigili del fuoco sono stati gli abitanti di Mazsalaca, allarmati dalle fiamme divampate nel campo. Non sono state rilevate tracce di contaminazioni chimiche o radiottive.

meteroriteriga1_450

Intanto sono comparsi i primi video su YouTube...



 

postato da francobrain | 14:26 |commenti


ottobre 16 2009

Troppo stress a France Telecom: ancora un suicidio

E' il venticinquesimo dal febbraio 2008. Le cause principali di questi gesti estremi: le minacce di licenziamento, le vessazioni e le stressanti condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli impiegati. Stavolta si tratta di un ingegnere di 48 anni, sposato e padre di famiglia, che si trovava a casa per ragioni di salute dietro consiglio del medico aziendale. L'uomo lavorava nel centro ricerca R et D di Lannion, in Bretagna, dove alla fine di agosto si era suicidato un altro impiegato.

Solo due giorni fa un ennesimo dipendente dell'azienda aveva cercato di impiccarsi con una corda nella cantina del suo appartamento, a Marsiglia. Sarebbe dovuto essere lui il venticinquesimo morto volontario, senonché l'uomo, di 54 anni, aveva prima inviato un SMS a un suo superiore e ad alcuni colleghi annunciando la sua intenzione di volerla fare finita; così, sono potuti accorrere i pompieri, che lo hanno salvato. Da alcuni mesi il 54enne era a casa per malattia, soffriva di depressione ed era rimasto molto scosso dal suicidio, avvenuto a luglio, di un collega, impiegato presso la filiale di Marsiglia di France Telecom.

La ragione di quello che sta accadendo deve essere rintracciata nei metodi senza scrupoli con i quali viene gestita France Telecom. Tutto parte dalla ristrutturazione dell'azienda, che ha lanciato un cosiddetto "programma di mobilità". L'imposizione di obiettivi immediati e il trasferimento punitivo è una prassi diretta esplicitamente alla riduzione del personale. Ciò ha provocato la perdita di autostima di molti dipendenti, che hanno iniziato a sentirsi "socialmente inutili". Ben sei si sono tolti la vita durante l'estate.
Non c'è dubbio che la "razionalizzazione" dell'azienda si scontra con la precedente natura di France Telecom, azienda pubblica con posto di lavoro assicurato dove il regime di monopolio non costringeva alla ricerca di utili a tutti i costi.
Il cambiamento traumatico era sotto gli occhi di tutti, ma gli alti dirigenti non hanno tenuto conto del prezzo che rischiavano di pagare i dipendenti (quasi tutti nella fascia di età dei cinquantenni). La prova sta nelle parole dell'amministratore delegato che aveva parlato di "moda dei suicidi", quasi a voler ridicolizzare il fenomeno.

Ma la serie di morti volontarie in France Telecom non è un caso isolato. Nel 2007 alla Renault tre dipendenti si erano tolti la vita per richiamare l'attenzione sulle pessime condizioni di lavoro.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in Francia si registra il più alto tasso di suicidi d'Europa: 17,8 per mille.

postato da francobrain | 07:09 |commenti


ottobre 11 2009

Il 26 ottobre chiude Geocities

Attenzione perché molte homepages interessanti potrebbero andare perdute per sempre!

Ai primordi di Internet, nell'immettere dei documenti online non si pensava che questi potessero sparire per sempre nell'orkus della dimenticanza. Anche se il concetto di "backup" era noto ai più, la fiducia nei servers che offrivano dello spazio web ("hosting") era talmente grande che pochi utenti pensavano seriamente a fare una copia dei fogli .html tanto duramente (ma con quanta immensa gioia!) creati manu propria.

Chiude Geocities. Un tour nostalgico

Yahoo ha annunciato che il 26 ottobre (dunque, tra poco più di due settimane) sospenderà il servizio di Geocities.
Geocities è stata la prima piattaforma completamente gratuita, e a lungo termine veramente affidabile, per pagine web personali (o "homepages"). Altre ditte di hosting come Nettaxi, Homestead, Powow ecc. attiravano i navigatori della Rete con offerte gratuite per, a un certo punto, mettersi ad appesantire le loro pagine con pubblicità a valanga, "invitandoli" a pagare una retta mensile se volevano liberarsi dai vari banners, finestre popup ecc. Era una vera e propria manovra mafiosa che costringeva tanti surfers a trasmigrare altrove.

Altrove... dove?

Man mano che Internet andava diventando un campo di battaglia per gli squali del commercio, riusciva sempre più arduo "posteggiare" a gratis il proprio materiale. Diversi luoghi virtuali della prima ora venivano assorbiti da marchi esterni, con conseguente annullamento - a ogni nuova acquisizione - di centinaia di migliaia di pagine web. Il fenomeno ha interessato anche i domini nostrani (.it): si è visto quel che è successo con Xoom.it, risucchiato da Tripod, che a sua volta è stato risucchiato dalla Lycos (quest'ultima un vero e proprio killer cibernetico, responsabile della perdita di centinaia di migliaia di URL)... Oppure lo "strano affare" tra Virgilio e Alice (Alice essendo in un determinato momento divenuta una "frangia" di Tin.it; Virgilio, Alice, Tin.it, TIM: è tutto un unico gruppo...). E il percorso altresì zigzagante di Libero.it. Insomma, in tutto questo bailamme, la vecchia, buona Geocities si presentava come un porto sicuro.
Senonché...
Dopo essere stata rilevata da Yahoo, anche Geocities ha incominciato ad ansimare sotto il peso della pubblicità e delle regole ristrettive per gli utenti. Dal bannerino in fondo e/o in cima alla singola pagina si è passato a un pesante frame che, tra le altre cose, non permetteva più (non tanto facilmente) di salvare il contenuto sul proprio disco di memoria. Malgrado ciò, Geocities, con la sua gratuità sia pure adesso relativa (Yahoo toglieva parte dello webspace free e offriva un proprio dominio personale - con molti più gigabyte a disposizione - per ca. 5 dollari al mese), rimaneva un tesoro. Erano restate intatte le varie case o stanze primigenee ("SoHo/Cafe", "SoHo/Studio", "SiliconValley", "Hollywood" ecc., a seconda degli interessi dei singoli) anche se ben presto sostituite e/o affiancate dal nomignolo dell'utente. Due esempi:


http://www.geocities.com/SoHo/Cafe/2109,
appartenente a "Brainfranco", veniva snellito in

http://www.geocities.com/brainfranco

http://www.geocities.com/SoHo/9145
di "peterpatti.geo" diventava il più agevole  

http://www.geocities.com/peterpatti.geo.

Presa d'assalto dapprima dall'avanguardia di Internet, Geocities si trasformò nel giro di pochi anni in un movimento di massa, ospitando un mucchio di belle pagine in inglese, tedesco, francese, olandese, italiano... Queste homepages avevano carattere letterario, scientifico, esoterico e chi più ne ha, più ne metta (vedi elenco in calce). Arrivò a contenerne molte più che i servers di providers internazionali come Compuserve e AOL. A metà degli Anni Novanta, quella che all'inizio era stata una prerogativa di spiriti pioneristici divenne una sorta di sport di massa: chiunque voleva avere il suo indirizzo virtuale su Geocities. Alcune di tali webpages vantavano persino un bel design... Oggi, a rivisitarle, comprendiamo in tutta la sua profondità il significato del termine "vintage".

Più che "Geocities chiude" avrei dovuto intitolare questo articolo "Geocities viene chiusa, annullata, nientificata". Il gigante Yahoo avrà pure le sue bravi priorità da rispettare per sopravvivere in questo mare di pescecani, ma sarebbe stato molto meglio per tutti, in primis per l'essenza e il principio propri di  Internet, lasciare tranquillamente online tutte queste pagine, a similitudine di reperti museali destinati a ricoprirsi della polvere del tempo, senza dover spendere alcunché per la manutenzione; invece di far sparire implacabilmente il tutto. E' per via di questi gesti prepotenti, di questa superflua arroganza, che una ditta arriva a perde le simpatie e quindi il sostegno - anche in ordine monetario - della gente...

Perché io, fra le altre cose, avanzo la seguente ipotesi: un numero non indifferente di "Geopages" saranno state create da individui che nel frattempo sono deceduti, trascinati via dallo tsunami dell'esistenza, oppure si trovano in vita, a due passi dal computer, ma fisicamente impossibilitati a occuparsene. Queste "Geopages" sono, quindi, la testimonianza di presenze umane vere, non virtuali, e di una fetta della loro vita. Cancellarle rappresenta un colpa davvero grave.  

Riporto di seguito una lista di indirizzi di "Geopages" dal contenuto interessante. Invito chiunque abbia l'abilità tecnica di "aggirare" il blocco - schifoso e meschino - messo dalla Yahoo, di salvare sul proprio harddisk la maggior parte possibile di questo materiale.
Una soluzione per l'operazione di salvataggio sarebbe quella di cliccare su ciascuna pagina con il tasto destro del mouse e quindi su "HTML", per ricavare infine con il "copy and past" il codice sorgente... Operazione tutt'altro che agevole, lo so, ma necessaria per salvare dall'oblio eterno almeno parte di questi documenti.
(Ricordo che il dead end è fissato per il 26 ottobre!!!)

 

http://www.geocities.com/Athens/Acropolis/8522/
http://www.geocities.co.jp/Hollywood/9060/musice.html
http://www.geocities.com/maxrealus
http://www.geocities.com/SoHo/9145/2.htm
http://www.geocities.com/SoHo/9145/index1.htm
http://www.geocities.com/mellowsoundx
http://www.geocities.com/francobrain
http://www.geocities.com/Athens/Agora/2055/
http://www.geocities.com/glen_norton
http://www.geocities.com/hhhdavid
http://www.geocities.com/SoHo/Square/6365/
http://www.geocities.com/Athens/Oracle/6752/index.html
http://it.geocities.com/marilyn_3d
http://www.geocities.com/drawingfromnature
http://www.geocities.com/dominorus
http://it.geocities.com/vintageradiovideo2004
http://www.geocities.com/jlangedijksr
http://www.geocities.com/tittidudda

(...)

(... ciascuno può divertirsi a scoprire altre "Geopages" per conto proprio ...)


 

postato da francobrain | 14:48 |commenti


ottobre 8 2009

Berlusconi nei media stranieri

In Germania il nostro attuale Presidente del Consiglio è diventato - già da anni - la terza figura-barzelletta a rappresentanza dell'Italia e degli italiani, dopo gli "storici", e quindi ormai invecchiati, Mussolini e Al Capone. Da Flensburg a Rosenheim, da Berlino a Saarbrücken, l'attenzione su di lui è sempre stata grande, e ora che la Corte Costituzionale ha annullato il Lodo Alfano, tivù, radio e giornali tedeschi trattano la notizia come se si fosse aperta una breccia di luce non soltanto per l'amato Belpaese, ma per l'intero Occidente.

Berlusconi sarà condannato? Diventerà l'Italia nuovamente "lu paisi dû suli?"  si chiedono in Germania. 

Oltre alla tedesca Bild Zeitung, anche la serissima BBC nelle sue News dedica un'intera sezione alle numerose gaffes del premier italiano (qui un video).

E' il londinese Telegraph a lanciare l'allarme: "Silvio Berlusconi charges could expire before trial begins"!

Cioè: i capi di imputazione nei suoi confronti potrebbero espirare, decadere, prima ancora dell'inizio del processo. Stiamo bene attenti, dunque...

A proposito di "2009, annus horribilus" di Berlusconi, vedi questa galleria fotografica dedicatogli dalla BBC. Sull'altra sponda dell'Oceano, il New York Times sottolinea che il nostro premier minaccia di andare avanti con la politica nonostante le gravi accuse (qui l'articolo). 

Questa testardaggine a voler rimanere attaccato alla poltrona nonostante gli innumerevoli scandali è una decisione inconcepibile per gli stranieri; anche per i francesi. Ne scrive tra gli altri Le Monde. E Le Figaro informa: "Le président du Conseil italien accuse le président de la République, Giorgio Napolitano, de l'avoir trahi" (ecco il link).

 

 

postato da francobrain | 21:44 |commenti


ottobre 3 2009

La risposta dell'Italia al kaiserlicchio Silvio

Berlusconi da Vespa: "Troppi farabutti in politica, stampa e TV". Ed ecco, a giro posta,  la risposta della parte sana d'Italia: in una Piazza del Popolo gremita fino all'inverosimile, parte in questo momento il corteo della Manifestazione per la Libertà di Stampa.

Giusto nell'anno in corso Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa e l'Italia si è ritrovata al 40° posto dopo Cile, Benin e Namibia. E, nell'annuale classifica di Freedom House, la nostra è stata l'unica nazione europea ad aver fatto un passo all'indietro (retrocessa dalla categoria dei "Paesi con stampa libera" a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è "parziale"); la causa: ovvio, sempre "Lui". Freedom House (che, per chi non lo sapesse, è un'organizzazione mondiale indipendente e non-profit voluta da Eleanor Roosevelt), ha parlato di "situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati".

Il riferimento è allo stesso tizio che ha denunciato due giornali, Repubblica e l'Unità, non certo perché siano stati gli unici a "buttare spazzatura" sulla sua persona, ma semplicemente perché "sinistri".
Loro, i denunciati,
si difendono con calma olimpica... Avete visto l'ultima puntata di Annozero? Moltissimi i commenti in rete circa la trasmissione di Santoro, la presenza in studio della direttrice de l'Unitàalcuni altri fatti e fatterelli attuali di questa politica-gossip, o politica-monnezza, che viene portata avanti dalla feccia che, quasi insperatamente (ma fu così anche per i nazisti), si è ritrovata al governo. Tra tutti i commenti, ho scelto il seguente:

>> Grande Concita Di Gregorio, stupenda l'Unità. Sono contento che ci siete voi. E la Repubblica, e tutti i giornalisti onesti e incorruttibili, di qualsiasi "coleur" (ma sono quasi tutti di sinistra; strano, no?). E che dire dell'altra parte d'Italia, ovvero dei nostri connazionali che ancora appoggiano... "Lui"? Ahahahah, mi fanno ridere. A loro stanno per scoppiare le coronarie! Sì, diventano sempre più nervosi e inconcludenti nei loro discorsi questi reazionari et Berluschetti vari a fronte della sempre più evidente malattia mentale del premier più ridicolo mai apparso sulla faccia d'Europa e probabilmente della Terra intera. Nel blog della Di Gregorio, uno scrive (come commento) che "le offese e la maleducazione sono proprie della sinistra"; e intanto chi lo rappresenta al Parlamento si macchia di sempre più colpe (vedi ora anche la Prestigiacomo) e, ai talk shows, queste maschere carnevalesche fanno a gara a chi parla più ad alta voce e ovviamente nel momento meno opportuno, per interrompere gli esponenti dell'opposizione... Ahahahah, che Paese l'Italia! Era già abbastanza da barzelletta, ma da quando c'è "Lui", e quindi il barzallettaro per eccellenza, si è instaurata una vera e propria atmosfera da "1984". A quando la fondazione di un... "Ministero della Verità" di orwelliana natura? Berluska e i suoi cani non fanno che rivoltare i dati di fatto, reinventando passato e presente e cancellando gli ultimi rimasugli di futuro... E tutto ciò mentre ci ridono in faccia! <<

 

 

postato da francobrain | 18:11 |commenti (1)


settembre 27 2009

Oggi elezioni in Germania: ecco cosa accadrà

Le mie previsioni:
La CDU/CSU (Unione Cristiano-Democratica/Unione Cristiano-Sociale) rimarrà arroccata sulle sue posizioni senza eccessivamente ansimare; il Partito Socialdemocratico (SPD) sarà l'unica formazione a continuare a perdere voti in maniera massiccia. Il buco lasciato dalla SPD verrà riempito da Die Linke (La Sinistra) e dalla Piratenpartei, con un lieve incremento di consensi pure per i Verdi (Die Grünen) e i Liberali (FDP).

Tocca a Die Linke, dunque, cercare di scavare un forellino sulla parete di stupidità, di imbambolamento generale che racchiude la vita sociale in Germania. La popolazione sembra cullarsi nelle nebbie dell'illusione (tra telefonini e altri gingilli elettronici e trasmissioni televisive per mongoloidi), mentre i problemi reali montano e viene accelerato il processo di lobotomizzazione a opera di organi statali e gruppi lobbystici più o meno occulti (disinformazione sui giornali e su tutti gli altri media, sempre più programmi tv idioti, ecc.).
Il successo de Die Linke, strepitoso a cospetto di cotanto immobilismo psichico e intellettuale, aprirà certamente un dibattito acceso. E questo perché Die Linke viene ancora generalmente ritenuta erede della PDS (Partito Socialista Democratico), e dunque di quel partito del "dopo-DDR" che fu tacciato, a torto o a ragione, di essere la continuazione naturale della SED (massima proiezione del regime comunista nella Repubblica Democratica Tedesca). Ad ogni modo, fi
n d'ora si può predire che parecchi tedeschi - anche e soprattutto dei ceti bassi - non voteranno affatto Die Linke, continuando piuttosto ad aggrapparsi alla CDU e al faccione ebete di Angela Merkel...

Ma cosa diavolo vogliono ancora questi comunisti?
Die Linke condanna a gran voce il rifinanziamento delle banche, considerando assurdo regalare i soldi dei cittadini proprio a coloro che sono i massimi fautori della crisi. Inoltre chiede, tra le altre cose, l'introduzione di una paga oraria minima. Argomento scottante quest'ultimo, dato che in Germania il controllo del mercato del lavoro è stato affidato de facto alle agenzie interinali, che - si sa - più c'è crisi e disoccupazione e
meglio riescono a campare, in quanto la loro "missione" consiste nello sfruttare gli sfruttati.
Queste "ditte di lavoro a tempo" (Zeitarbeitfirmen) pagano spesso ai loro dipendenti (tutti precari che hanno dovuto firmare un contratto-capestro) non più di 7 euro/h; lordo, sia  chiaro.
Die Linke propongono di contro un minimo salariale obbligatorio di 10 euro/h. Con questi 10 euro (che al netto risultano essere 5 o 6, non di più), un operaio riuscirebbe se non altro a situarsi al di sopra del limite di sopravvivenza. Tuttavia, in ogni dibattito, in ogni incontro-scontro pubblico, i parlamentari della Sinistra si sentono porre la seguente domanda (stupida, come del resto ormai quasi ogni cosa in Germania): "E chi dovrebbe finanziare queste belle paghe?"
(Assurdamente, molte volte tali parole escono dalla bocca di un precario o di un disoccupato di lungo corso...)
La risposta, che a noi pare logica ma che evidentemente molte menti non arrivano a trovare da sole a causa del palese rincoglionimento, è: dovrebbero "finanziarle" i padroni, naturalmente! I manager, i negrieri, i profittatori. Invece di comprarsi uno yacht o un aereo privato in più, che ci rinuncino, vendendo magari quelli che già posseggono, e cerchino piuttosto 
di salvare le famiglie in difficoltà!

Un enorme deposito di voti: gli "stranieri presuntemente tedeschi"
Irrazionalmente, sono le stesse famiglie in difficoltà il più vasto contenitore di voti per chi rappresenta e difende negrieri e profittatori; attualmente: Merkel & Co.
Die Linke - come già la SPD - raccoglierà sicuramente consensi da parte degli intellettuali, degli studenti, degli abitanti di zone urbane (soprattutto in metropoli come Berlino e Amburgo), mentre i soggetti principali delle loro infuocate arringhe - e quindi disoccupati, operai, contadini - continueranno a mostrarsi diffidenti e/o indifferenti verso di loro.
Ora, bisogna sapere che tutta questa massa di "schiavi moderni" con diritto di voto non è composta da soli tedeschi. Fin dall'epoca
del cancelliere Helmut Kohl (ma anche prima; già fin da Adenauer) è in corso in Germania una "Volkspolitik" che puzza di recupero dell'ideologia nazista. I neodemagoghi della "conservazione della razza" ritengono infatti che il "grande popolo tedesco" sia sparpagliato un po' dovunque, in primis nell'Europa dell'Est, e invitano questi presunti "esiliati" o "prigionieri di guerra" a far "ritorno in Patria". Ed ecco dunque come mai, fin dal dopoguerra, la Bundesrepublik si sia andata riempiendo di "tedesco-romeni", "tedesco-lettoni" ecc. Un vero e proprio esercito di desperados, e tutti quanti ottengono quasi immediatamente, insieme a un alloggio e a un lavoro, la cittadinanza e il passaporto tedeschi, e vengono spinti in massa verso le urne...
Beh, indovinate un po' per chi hanno sempre votato e ancora oggi votano!

[Difficilmente invece viene dato il passaporto ai turchi: è stato comprovato che la maggior parte dei turco-tedeschi vota per la SPD, o comunque per qualche partito di sinistra...]


Ovviamente, il numero di questi ex- e neo-tedeschi o supposti tali provenienti dall'Europa Orientale non poteva essere infinito; prima o poi il loro afflusso doveva scemare. Ma per i demagoghi di cui sopra non c'è limite all'inventiva ed ecco che ti (ri)scoprono un altro gruppo etnico creduto perduto o dimanticato: i "tedeschi del Volga". Così, da oltre un ventennio si assiste all'esodo, direzione Germania, di questi altri disgraziati. Mentre i tedeschi autentici dormivano sogni d'oro, assecondati dai faccioni rimbambiti e rimbambenti di Kohl, di Schröder, della Merkel, nel loro Paese arrivavano migliaia, centinaia di migliaia, milioni di persone, dalla vox populi erroneamente denominati "russi" o "russo-tedeschi".
E' sbagliato persino chiamarli "tedeschi del Volga", in quanto trattasi in realtà di russo-casachi. Inutile specificare che i più di loro non hanno mai avuto un avo tedesco e che, 
se non conoscono nemmeno alla lontana la lingua di Goethe, non è certo perché i sovietici gli hanno interdetto di parlarla, bensì perché tale idioma non fa parte neppure minimamente del loro DNA. 
I russo-casachi arrivano in massa in speciali lager di accoglienza, dichiarano immediatamente di aver smarrito i vecchi documenti "storici" che attesterebbero l'o
rigine germanica, raccontano che la patente, il diploma, la laurea ecc. è stata loro sottratta dai cattivi comunisti (ogni cosa verrà loro "risarcita" dal generoso Stato tedesco), ottengono una "somma di benvenuto" e vengono provvisti di alloggio sociale e spesso anche di un'occupazione (togliendo dunque il pane a qualche altro pezzente straniero). Molti si ritrovano con un bel passaporto nuovo di fiamma, come già i "tedesco-romeni", i "tedesco-lettoni" e gli altri cuginetti pseudoteuti venuti prima. Chiaramente, tutta questa gente rimarrà grata al CDU (o, in Baviera, al CSU) vita natural durante. Ecco spiegato da dove dapprima Kohl, poi la Merkel, hanno ottenuto i loro voti (in mezzo a loro ci fu Gerhard Schröder, che era sì socialdemocratico ma sospettosamente vicino ai presunti "tedeschi del Volga"; al termine della sua carriera politica - disastrosa per la Germania: "Compagno Gerhard" non fece che smantellare definitivamente lo Stato sociale -, questo Giano Bifronte  entrò a far parte del Consiglio di Amministrazione del gigante russo Gazprom...).

Oltre la soglia del 10%: Liberali e Grünen
I Liberali (FDP) rappresentano banchieri, manager, impiegati statali, professionisti; e dunque si assesteranno su percentuali abituali (dal 5 al 15 per cento, a seconda dei Bundesländer). Critica in un suo articolo la Süddeutsche Zeitung: "Che strana contraddizione! Mentre il capitalismo è in forte crisi, i liberali ne cantano le lodi...!" Chiaro: la FDP è il partito di tutti quei tedeschi che, a dispetto del disastro economico, si ritrovano ancora a far colazione con le fette di pane bene imburrate; e molti di loro non soltanto colazione, ma anche pranzo, cena e merende assortite. Dunque, perché questo partito non dovrebbe osannare i pregi del capitalismo, del neoliberalismo? Finché qualcuno ancora ci marcia...

Die Grünen sono gli ecologisti e ogni tanto anche loro, distogliendosi dalla visione di cieli azzurri e praterie punteggiate da giganteschi mulini a vento (che non sono quelli di donchisciottesca memoria, bensì orribili centrali d'energia alternativa che hanno già deturpato il paesaggio danese e della Germania Settentrionale), si abbassano a intervenire nello scottante dibattito sociale. La denominazione ufficiale di questa formazione politica è in realtà Bündnis 90/Die Grünen, a testimonianza di un passato fatto di parecchie contaminazioni, soprattutto da parte di correnti "moderate" tese a voler spegnere lo spirito combattivo dei vecchi, originari fondatori, già protagonisti della rivolta studentesca del '68.
Die Grünen sono nel frattempo lontanissimi da quei Verdi che, entrati in parlamento negli Anni Ottanta con un programma anarchico-socialista, sorpresero innanzitutto con i loro atteggiamenti anticonvenzionali (parlamentari armati di uncinetto che seguivano i dibattiti lavorando a maglia, deputati che non mettevano mai la cravatta, deputate che davano interviste mentre allattavano tranquillamente il loro bambino...). Una volta entrati nella prima coalizione (allora con i socialdemocratici, ben presto però anche con le forze conservatrici-reazionarie di CDU e FDP), una volta assaporato il piacere dei soldi, del potere, e anche perché - come abbiamo visto - ben presto "infiltrati" da ecologisti borghesi e/o filocapitalisti, abbandonarono le loro posizioni primigenee, misteriosamente sempre più obliando le utopie di una volta... 

Ecco una previsione per queste elezioni, a cura del primo programma della tivù tedesca ARD (17 settembre):

Colpisce l'ottimismo a favore della SPD e la "relativizzazione" del possibile risultato positivo de La Sinistra (Die Linke). Segno che tale tabella è stata stilata da giornalisti fedeli al governo in carica (coalizione "nero-rossa" CDU-SPD). In ogni caso, è già qualcosa aver potuto sbirciare uno straccio di prognosi sui media ufficiali, dato che in Germania un nuovo emandamento proibisce categoricamente qualsiasi pronostico su giornali, tivù, radio e Internet, qualsiasi diffusione di risultati demoscopici che si riferiscano alla corsa alle urne 2009.
Eppure, alcune prognosi "indipendenti" sono ugualmente apparse sulla Rete, a dispetto del rischio di multe salate e di sanzioni penali assortite
. La seguente tabella è sicuramente una delle più attendibili:

CDU: 31%
SPD: 18%   <<<
Die Linke: 15% <<<
Die Grünen: 11%
Piratenpartei: 11%
<<<
FDP: 9%
Altri partiti: 5%

Salta all'occhio qui, oltre al misero 18% della SPD e all'esplosivo 15% de Die Linke, la presenza del "Partito Pirata", o "Partito dei Pirati", che arriverebbe addirittura a ottenere lo stesso 11% dei Grünen.
Piratenpartei? Proprio. Trattasi di un gruppo di recentissima nascita che difende principalmente il diritto alla protezione della sfera privata dei singoli cittadini (contro il controllo statale, in primo luogo su Internet ma anche nella "vita vera") e combatte il nazifascismo e la cen
sura in tutte le sue forme.
Ora, gli elettori tedeschi hanno diritto a fare uso di una "zweite Stimme" (un secondo voto), e può essere proprio questa la componente che può aiutare sia Die Linke, sia la Piratenpartei, a crescere ulteriormente, persino contro le più ottimistiche previsioni: non è infatti escluso che cittadini dalle tendenze "alternative" (sostenitori tradizionali della SPD e dei Grünen) decidano di esprimere la loro simpatia per questi nuovi, "avanguardistici" fronti politici.

Rimane da chiedersi come mai "temi trasversali" come quelli affrontati dalla Piratenpartei non siano stati portati avanti da altre formazioni, tipo appunto Die Grünen o la SPD. Che bisogno c'era di fondare un nuovo partito quando ce n'è altri che si riconoscono negli stessi principi basilari? La risposta possono fornirla forse gli italiani, e più particolareggiatamente gli italiani "rossi", il cui spezzettamento in diversi gruppuscoli - almeno così è stato fino a ieri - risulta totalmente incomprensibile al cospetto di quello che è, o dovrebbe essere, il fine pratico della lotta.
Per terminare, c'è da chiedersi che razza di partito è mai diventata la SPD ("casa" politica del grande Willy Brandt che ha goduto dell'appoggio di intellettuali come il Premio Nobel Günter Grass...), questa SPD ormai prontissima a stringersi in un patto di coalizione con la "sorella nera" CDU/CSU ma - per bocca di suoi stessi rappresentanti - determinata a respingere ogni eventuale alleanza con i "compagni" de La Sinistra, tra i quali 
uomini di rango come Gregor Gysy (ex PDS) e di importanza finanche storica come Oskar Lafontaine (ex SPD).
Mentre il tramonto dei socialdemocratici appare certo (e nel loro caso è quanto mai evidente l'infiltrazione, lenta ma continua, di virus reazionari), i "veri compagni" finalmente se la possono ridere. Pur stando bene attenti a evitare di idealizzare troppo Marx e Engels (che in certi ambienti tedeschi sono demonizzati quasi alla stregua di Hitler), cavalcano agevolmente l'onda della crisi, di questa crisi che sta accentuando il divario sociale e purtroppo rafforza 
anche scomode frange estremiste.
A proposito: i
n molte città tedesche sono già state annunciate marce di neonazisti...

 Questo manifesto politico della NPD (partito nazionalista) recita: "Buon ritorno a casa!"

 

postato da francobrain | 13:32 |commenti

franc'O'brain : il suo diario di bordo


 
DIZIONARI
cerca:  
   


View blog authority